No, non è necessariamente necessario fare 10.000 passi al giorno per mantenersi in salute dopo i 50 anni

Pubblicato su
di Emma Moretti

Da anni il numero di 10.000 passi giornalieri è considerato il punto di riferimento per una vita attiva e sana. Ma è davvero questa la ricetta miracolosa per preservare la nostra salute, soprattutto dopo i 50 anni? Un recente studio pubblicato su “The Lancet Public Health”, condotto da ricercatori dell’Università del Massachusetts, scuote questa convinzione ormai radicata. Attraverso questo articolo metteremo in evidenza le conclusioni di questa ricerca che potrebbe farci rivedere i nostri obiettivi di camminata quotidiana e il reale impatto sulla nostra salute.

La nascita di un mito: 10.000 passi per la salute

La regola dei 10.000 passi al giorno si è affermata nell’immaginario collettivo come il segreto della buona salute. È un numero tondo, facile da ricordare e che ha il merito di incentivare le persone a muoversi di più. Tuttavia, questo obiettivo non è basato su solide prove scientifiche. Trova la sua origine in una campagna promozionale per a Contapassi giapponese negli anni ’60. Da allora questo numero è rimasto impresso nella mente delle persone, senza che nessuno ne mettesse veramente in dubbio la validità.

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Scoperta scientifica: lo studio che sfida la norma

Recentemente uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista “ La Lancetta Sanità Pubblica » ha evidenziato un legame tra il numero di passi compiuti quotidianamente e la mortalità per tutte le cause. I ricercatori delUniversità del Massachusetts ha analizzato i dati di migliaia di persone, arrivando alla conclusione che il sacrosanto traguardo dei 10.000 passi potrebbe non essere l’unica via per la salute.

Meno può essere di più: l’ottimalità di 6.000 passi

I risultati dello studio sono sorprendenti: fare meno di 10.000 passi al giorno sembra altrettanto vantaggioso. I dati indicano che la soglia ottimale sarebbe intorno 6.000 passi quotidiano. Questa scoperta stravolge le solite raccomandazioni e sottolinea che l’essenziale è mantenere un livello sufficiente di attività fisica, non necessariamente contare i propri passi con l’ossessione del numero perfetto.

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Marketing vs Scienza: la storia dietro i 10.000 passi

Il numero dei 10.000 passi è stato reso popolare molto prima che la scienza venisse coinvolta. Origine del marketing piuttosto che salute, questa cifra deriva da una strategia di vendita attorno a a Contapassi giapponese. Solo di recente la ricerca scientifica ha iniziato a esaminare i reali effetti sulla salute del camminare e a determinare raccomandazioni più specifiche e basate sull’evidenza.

L’età, un fattore determinante nel conteggio dei passi

Lo studio mostra anche che i bisogni variano a seconda dell’età. Per gli anziani sopra i 60 anni, un obiettivo quotidiano di Da 6.000 a 8.000 passi sarebbe più opportuno ottenere benefici per la salute. Al contrario, gli adulti sotto i 60 anni possono puntare a un intervallo di Da 8.000 a 10.000 passi senza necessariamente aggrapparsi alla soglia dei 10.000 come imperativo.

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Camminare al proprio ritmo: velocità contro regolarità

È interessante notare che la velocità con cui vengono adottate queste misure non sarebbe un fattore critico. Lo studio sottolinea l’importanza della camminata regolare, più che della velocità. L’importante sarebbe quindi trovare un ritmo di cammino adatto a ciascun individuo e mantenerlo a lungo termine.

Camminare, semplice e accessibile, si rivela un potente alleato per la nostra salute. Raccomandazioni recenti ci incoraggiano a rivedere al ribasso i nostri obiettivi di passi giornalieri, evidenziando quello intermedio 6.000 e 8.000 passi per anziani e Da 8.000 a 10.000 passi per i bambini più piccoli può essere altrettanto efficace. La cosa importante da ricordare è che l’importante non è raggiungere un numero magico, ma muoversi regolarmente e secondo i propri ritmi.

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Informazioni sull'autore, Emma Moretti
Emma è un'autrice affascinata dall'attualità in tutte le sue forme, con un interesse particolare per l'esoterismo e la psicologia. I suoi scritti esplorano come gli eventi mondiali si intrecciano con i misteri della mente umana. Dotata di un talento per decifrare le sfumature sottili dell'attualità e collegarle a concetti psicologici ed esoterici, Emma offre ai suoi lettori prospettive uniche e approfondite. Si distingue per la sua capacità di rendere l'attualità e i temi complessi accessibili e avvincenti, condividendo con entusiasmo le sue scoperte e analisi per illuminare un vasto pubblico.
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